LIFE 13 ENV/IT/00849

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27Mar2017

I vantaggi di una “Single Window” nazionale per il REACH

Al momento della stesura di questo post, il progetto Life+ inREACH ha chiaramente attestato come il Framework sviluppato per le attività dimostrative (Process Intelligence + procedure codificate condivise + ICT a supporto), proposto per superare le criticità specifiche individuate relativamente all’attuazione del Regolamento REACH durante l’importazione in UE di chemicals (sostanze, miscele, articoli) sia non solo fattibile, ma anche replicabile.

Definito con l’obiettivo di supportare gli Importatori (in particolare Aziende, piccole e medie imprese), l’ “inREACH Framework” è stato effettivamente sviluppato con il sostegno sia degli Importatori sia delle Autorità responsabili dell’applicazione del regolamento REACH grazie ad un approccio condiviso, fortemente improntato alla concertazione.

Pertanto, considerando lo scenario del progetto sul medio-lungo termine, soprattutto per quanto concerne lo sfruttamento dei suoi risultati, è stato proposto al target di riferimento ed alle parti interessate quanto ottenuto (Importatori e Enforcement, ovvero “ecco come è possibile utilizzare questi risultati”), che risulta essere pienamente in linea con la strategia “LIFE+ Environment Policy and Governance”. Quest’ultima, infatti, prevede il supporto a progetti tecnologici che offrano significativi benefici ambientali e che agevolino l’attuazione della legislazione ambientale dell’UE, che aiutino a costruire una knowledge-base per le politiche ambientali, e che sviluppino le fonti di informazione ambientale attraverso opportune attività di monitoraggio. Vediamo i diversi contributi del Progetto:

  • “Supportare l’attuazione della legislazione ambientale dell’UE”. Il principale risultato atteso del progetto è la definizione, lo sviluppo e la sperimentazione di un Framework replicabile (Process Intelligence + procedure codificate condivise + supporto ICT) “da zero”. Questo risultato è stato già raggiunto mediante:
    • la consultazione con le parti interessate per definire obiettivi condivisi fin dall’inizio delle attività progettuali (Importatori e Enforcement insieme);
    • la definizione di un modello procedurale (informazioni “REACH-logistiche” in tempo reale che integrino strumenti dell’ECHA a supporto di Autorità Competenti ed Imprese, modello “semaforo” per le merci importate (pre-clearing documentale);
    • sviluppo di un concept “REACH National Single Window”.
  • Aiutare a costruire una Knowledge Base sulle politiche ambientali e sviluppare le fonti informative ambientali attraverso il monitoraggio. Le attività dimostrative portate avanti con gli Importatori e le Autorità Competenti, utilizzando l’applicazione sviluppata IRCApp, hanno dimostrato il peso rilevante della tipologia di dati raccolti. Gran parte di essi non sono tracciati in maniera coordinata in nessun’altra applicazione disponibile al pubblico. Questo ha dimostrato altresì che tali dati possano essere gestiti con uno sforzo minimo, impedendo, in tal modo, l’accesso al territorio dell’Unione Europea di prodotti chimici non conformi a livello documentale con il Regolamento REACH, supportando la loro tracciatura elettronica, e l’implementazione di “profili di rischio” come per la singola finestra doganale italiana).

In uno scenario “win-win” per Importatori ed Enforcement, abbiamo raccolto per voi i principali vantaggi che scaturirebbero dall’adozione di una c.d. “Single Window” nazionale per il REACH, ovvero una soluzione tecnologica condivisa a supporto degli Importatori durante le operazioni di Import di Chemicals da paesi extra-UE. Eccoli in dettaglio:


IMPORTATORI ]

Conformità documentale REACH – Autovalutazione di completezza e conformità delle informazioni

  • “semaforo” da utilizzare prima ancora dell’inizio delle operazioni di Importazione (REACH “preclearing”), per ridurre virtualmente a zero le possibilità di merci bloccate in porto o presso alcun altro punto della catena di approvvigionamento da Dogane o Ispettori per mancata conformità documentale agli obblighi REACH;
  • lista predefinita di informazioni relative agli adempimenti REACH che devono essere rese disponibili dai Produttori extraeuropei, Distributori, Trader;
  • sottoinsieme limitato delle informazioni di cui sopra richiesto per la completezza e la conformità documentale relativa a REACH dall’Autorità Nazionale Competente REACH (Enforcement) definita insieme agli Stakeholder sotto l’ombrello dei Regolamenti REACH/CLP come modello ex-novo;
  • riscontro di casi problematici prima ancora che le merci entrino nell’ Area Economica Europea.


VIGILANZA ]

Conformità documentale REACH – Controllo di completezza e conformità delle informazioni

  • approccio unificato ed ottimizzato per la disponibilità e la verifica della completezza e della conformità documentale relativa a REACH durante le operazioni di importazione di chemicals (sostanze, miscele, articoli);
  • approccio di tipo informativo, non autorizzativo (come, ad esempio, avviene per Uffici Sanità Marittima, Aerea, di Frontiera, fito-sanitario, zooprofilattico);
  • verifica semplificata della completezza e della conformità documentale relativa a REACH da parte degli Ispettori, approccio improntato alla trasparenza per Agenzia delle Dogane (nessun compito addizionale);
  • superamento dei limiti strutturali della codifica dell’informazione relativa a REACH nella classificazione merci TARIC (codici doganali vs. nomenclatura REACH) con impatti positivi anche sulla valutazioni di tipo statistico e socio-economico.


INOLTRE… ]

Un sistema di gestione delle informazioni REACH durante l’importazione di classe europea

  • uno sguardo al futuro: la direttiva 2010/65 ha lo scopo di semplificare e armonizzare le procedure amministrative applicate ai trasporti marittimi attraverso la definizione di una trasmissione elettronica standard delle informazioni e la razionalizzazione delle formalità di dichiarazione delle navi in arrivo e delle navi in partenza dai porti dell’Unione Europea. L’Italia, grazie allo Sportello Unico Doganale, è in prima fila per la digitalizzazione, e l’inclusione dei temi REACH nel tavolo tecnico dello Sportello Unico Doganale tra Ministero della Salute ed Agenzia delle Dogane rappresenta un passo importante per supportare al meglio e velocizzare le attività degli importatori;
  • molte aziende hanno sviluppato sistemi indipendenti per la gestione dei dati REACH. Tuttavia essi non sono in grado di garantire la necessaria interoperabilità con le applicazioni ICT che dovessero essere messe a disposizione dall’Enforcement. Pertanto quest’ultime dovranno prevedere la possibilità di sviluppare specifici connettori software per proteggere i rilevanti investimenti ICT fatti dalle aziende (es. SAP);
  • una REACH National Single Window sarà in grado di fornire supporto operativo diretto allo Staff delle Aziende Importatrici, con un notevole impatto sulle attività delle PMI soprattutto (minore necessità per il reparto acquisto di coinvolgere gli esperti REACH aziendali o i consulenti esterni).


Creazione di Vantaggio Competitivo per le Imprese

  • nel Mercato Comune si verificano distorsioni della concorrenza in quanto gli addetti ai lavori – anche localizzati nel sud Europa – preferiscono utilizzare i porti del Northern Range per importare chemicals in Europa. Tuttavia, non lo fanno, come molti credono, in quanto le Dogane hanno politiche più “permissive” riguardo ai controlli documentali REACH, ma a causa della scarsa efficienza dei processi logistici caratterizzati da bassa digitalizzazione che impatta direttamente il transit-time delle merci;
  • risparmi in termini di TEMPO – grazie a procedure chiare, definite, concordate e digitalizzate;
  • risparmi in termini MONETARI – grazie, ad esempio, al fatto che non si incorra in sanzioni o in fermo-merce;
  • fair-play del mercato – applicazione uniforme dell’impianto normativo nei confronti di tutti gli interessati;
  • disponibilità di dati certificati sulle quantità importate in Europa che sono fondamentali ai fine dell’analisi degli Impatti Socio-Economici.

Come supportare le Imprese nell’adozione di una REACH National Single Window?

I produttori e fornitori extra-europei non rientrano nell’ “ombrello ” normativo REACH (es. SVHC). Ad oggi, si può parlare solo di negoziazione, pertanto, la responsabilità è totalmente in capo all’Importatore. Una soluzione, proposta anche da Confindustria (Position Paper 11/2015), è quella di adottare clausole contrattuali specifiche nei confronti dei Produttori e Fornitori extra-europei, così come avviene con l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) es. express termination clauses (ETCs), penalty clause, Annex to the Contract including product information.

  • 27 Mar, 2017
  • Stefano Gianazzi
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